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ALESSANDRA CORICA

ALLA Mangiagalli il Ferragosto è stato bollente: già 500 i bambini che sono nati dall'inizio del mese, che deve ancora finire. Al San Raffaele, nelle sale parto che un anno e mezzo fa sono state spostate di pochi metri in modo che i bimbi in arrivo fossero milanesi "di origine controllata", i neonati già da qualche mese sono in aumento. Estate di super lavoro per le maternità milanesi: per la prima volta dal 2013, il numero di bimbi nati nei dieci punti nascita della città — San Pio X, Mangiagalli, Macedonio Melloni, Buzzi, Niguarda, San Giuseppe, San Raffaele, San Paolo, San Carlo e Sacco — è in salita. Quasi 150 in più i nati tra giugno e luglio di quest'anno rispetto all'anno scorso. Un centinaio di più rispetto al 2014: un piccolo baby boom estivo, insomma. Ancora non sufficiente a invertire la tendenza generale di calo della nascite. Ma che fa sperare in una leggera ripresa, e che il 2016 possa chiudersi con più culle piene.

I numeri sono stati raccolti dall'Ats di Milano, l'ex Asl. E riguardano tutte le nascite che si sono verificate negli ospedali di Milano, anche se poi non necessariamente registrate all'Anagrafe di via Larga, visto che nel conteggio rientrano anche i bimbi nati in uno degli ospedali della città, e poi registrati in un comune dell'hinterland nel quale la famiglia è residente. «Ma in ogni caso — dice Basilio Tiso, direttore medico di presidio del Policlinico- Mangiagalli — finora i dati di questa estate sono alti. Di qui alla fine del mese, in Mangiagalli dovremmo arrivare ad almeno 550 nascite: un bel numero, insomma. Anche se rimane il calo generalizzato: rispetto al 2006 o al 2007, prima della crisi, siamo sotto del 10 per cento». Ma perché quest'anno le culle, da giugno in poi, si sono riempite di più? «Durante l'estate e soprattutto ad agosto aumentano un po' i cesarei programmati — spiega Tiso — E i punti nascita più piccoli, nell'hinterland, in queste settimane hanno ridotto la loro attività, con la conseguenza che molte mamme hanno dovuto scegliere un ospedale in centro come il nostro». Ma non solo. Perché a contribuire all'estate di super lavoro delle sale parto cittadine quest'anno è stato anche il calendario: ponti lunghi tra novembre e dicembre, come quello di Sant'Ambrogio che a fine 2015 ha regalato ai milanesi un weekend lungo quattro giorni, aiutano a riempire le culle in estate.

In via della Commenda la maggior parte delle mamme al primo figlio ha un'età media intorno ai 35 anni per le italiane, e 27 per le straniere. Un dato, questo, comune anche al Buzzi e alla Macedonio Melloni, gli altri due grandi punti nascita pubblici della città, ora riuniti sotto il cappello comune dell'Asst Fatebenefratelli-Buzzi- Sacco. I due reparti di maternità — il primo dietro corso Sempione, il secondo in Città studi — da soli sono già arrivati a conteggiare, quest'anno, «2.600 nascite, di cui 1.800 al Buzzi», spiega il primario Enrico Ferrazzi. Che snocciola anche i dati sulle fecondazioni assistite, anch'esse in aumento: «Ormai abbiamo una gravidanza su dieci frutto di procedure di fecondazione medicalmente assistita. E, almeno una volta a settimana, prendiamo in carico una signora che all'estero ha fatto un'ovodonazione (l'eterologa con ovocita esterno alla coppia, ndr) e che viene a partorire da noi».

Una quota, quella delle gravidanze in provetta, che nei centri più grossi oscilla tra il 5 per cento (Mangiagalli) e oltre il 10. Come al San Raffaele: «Da noi in media sono 300 l'anno, sulle oltre 2mila nascite», spiega Massimo Candiani, numero uno della ginecologia in via Olgettina. Dove l'anno scorso sono nati 2.200 bimbi, 400 in più rispetto al 2014. E dove quest'anno «si dovrebbe arrivare a 2.500: l'incremento, insomma, da noi non è solo estivo, ma generale». L'aumento in via Olgettina è coinciso con l'inaugurazione a inizio 2015 delle nuove sale parto, più moderne e con standard di sicurezza più elevati. E "milanesi doc": le nuove sale cadono non più nel comune di Segrate ma in quello di Milano. Un vecchio cruccio di don Verzè, il fondatore del San Raffaele, oggi di proprietà del gruppo San Donato. Un cruccio risolto a inizio 2015: nelle carte d'identità dei bimbi che nascono in via Olgettina ora si può scrivere Milano. Con il risultato che le "sciure" adesso partoriscono con il sorriso, anche se lontane dal centro.

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Resta il calo generale rispetto agli anni prima della crisi. L'età media delle italiane è 35 anni

IL TRASLOCO DEL SAN RAFFAELE

Tra i motivi della crescita il trasloco delle sale parto del San Raffaele a Milano. Al San Raffaele il 10% sono gravidanze in provetta